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01 febbraio 2016

Il Tiki-Taka della scrittura.

Una ragnatela di passaggi muove il filo del discorso tra parole vive, all’interno di frasi brevi. È la buona scrittura che segna la sua rete. Avere il controllo del filo del discorso significa avere il controllo del lettore.

Che cos’è la cattiva scrittura? È la parola chiara oscurata dalle parole vuote, è il significato concreto che evapora nel vago, la frase asciutta annacquata nella pozzanghera dell’antilingua.

È così che nella scrittura delle aziende viene a mancare il fraseggio: la capacità di organizzare il pensiero in parole, per tessere la trama con le frasi senza perdere il filo del discorso.

È il Tiki-Taka della scrittura: tenere il lettore dentro la ragnatela di passaggi rasoterra, non di passaggi al volo. Passaggi concreti, non vaghi. Così, la buona scrittura segna la sua rete: mantenere l’attenzione del lettore per tutto il corso della lettura. Ridurre al minimo la possibilità che esca dal fraseggio.

Nel Tiki-Taka il possesso del filo del discorso è mantenuto per vie orizzontali con una scrittura compatta, fatta di frasi semplici e chiare. Le verticalizzazioni sono consentite solo quando troverai lo spazio tra le linee per scrivere una metafora, una frase un po’ più lunga ma organizzata bene, un’informazione che sorprenda il lettore in contropiede.

Ricevi il filo del discorso, passi. Ricevi il filo del discorso, passi. Ricevi il filo del discorso, passi. Ricevi il filo del discorso, passi. Questa è la ragnatela di passaggi del Tiki-Taka della scrittura.

Per realizzare il Tiki-Taka la caratteristica fisica che deve avere la frase è la brevità. Non fare lanci lunghi. Scrivi frasi corte e la tua scrittura non perderà il filo durante la partita.

Il possesso del filo del discorso non è fatto solo per mettere a segno il colpo vincente: scrivere i contenuti che il lettore vuole leggere. Essere padrone del filo ti aiuta soprattutto a difenderti dalle azioni che il lettore potrebbe iniziare: si distrae, non capisce, abbandona la lettura.

Nel Tiki-Taka non è il lettore che deve girare tra le parole alla ricerca del senso delle frasi, come accade nel vago della cattiva scrittura. Nel Tiki-Taka è il filo del discorso che deve muoversi, passando di parola in parola, di frase in frase. Avere il controllo del filo del discorso significa avere il controllo del lettore.

Il Tiki-Taka non è fatto con la fisicità della scrittura: sostantivi che si autocelebrano, aggettivi gonfiati di vuoto, frasi lunghe e piene di subordinate, di incisi, di divagazioni. Il Tiki-Taka non mette in mostra i muscoli.

Il Tiki-Taka si esprime con la padronanza dei mezzi della buona scrittura: parole vive, frasi brevi, lingua madre. È una scrittura di difesa, non di attacco. Una scrittura senza prime punte. L’unico attaccante del Tiki-taka della scrittura è la tua volontà – quando scrivi – di scendere in campo per difendere la lingua italiana.

Andrea Ingrosso

Copywriter - Autore di contenuti per le aziende.

© 2017 Mamy

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