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20 novembre 2016

Il neo della seo.

Se vuoi che i lettori ti seguano a ruota devi scrivere per farti leggere in pista, non per farti trovare in griglia. Perché non è un’ottima qualifica essere tra le prime posizioni del motore di ricerca se poi è in gara che il tuo motore non funziona.

La Seo è come la politica. L’importante è farsi trovare. Nelle liste che contano più di una mazza. Elettorali o digitali, va bene lo stesso. Poi, con una croce o un click il consenso si impenna. Come la palla colpita nel segno.

C’è chi usa la politica per dare all’azienda una vetrina formidabile. C’è chi usa la Seo per rompere la vetrina e tirare fuori lo spirito. Santo del giorno. Vanto di ogni giorno: siamo primi. Su, sorridi in griglia prima del via. Che dal semaforo verde in poi non sai che cosa ti aspetta in pista.

La parola gioca anche quando ne farebbe volentieri a meno. Presa a calci come un pallone. Tirata nella porta in cerca proprio della sua chiave. Parola d’ordine: apriti cielo. Scendi Seo spirito. C’è bisogno di te per un nuovo successo da Hit Parade.

33 o 45 giri poco importa. In pista conta sapere scrivere: si chiama copywriting. Per farlo, mettitela via Seo: devi passare la mano. Hai provato a metterti vicino la parola: ma copywriter è un’altra cosa. Un copywriter nasce tra gli stanzoni di un’agenzia di pubblicità, non tra i pistoni di un motore di ricerca. Hai provato a metterti vicino la parola semantica: ma scrivere con la pretesa di sapere ciò che sta dietro a ogni singola azione delle persone, sa un po’ di dietrologia. Un costume politicamente protetto dai due pezzi, ma che non si dovrebbe associare alla scrittura tutta d’un pezzo.

Quando Gabriel García Márquez scrisse nel 1967 Cent’anni di solitudine non pensava – mentre sceglieva le parole da scrivere – alle intenzioni di ricerca delle persone sulle parole che desideravano leggere. Faceva lo scrittore, non il costumista. Doveva raccontare una storia, non capire i voleri del lettore nascosti dietro a un paravento. Gabriel García Márquez scrisse Cent’anni di solitudine soffiando sulle parole chiare per rendere la storia comprensibile a tutti. Quel vento fino a oggi ha portato quella storia a oltre 20 milioni di lettori in tutto il mondo. Se vuoi che i lettori seguano la scia di parole che lasci sulle pagine del sito, devi scrivere per farti leggere in gara, non per farti trovare in griglia.

Perché non è un’ottima qualifica essere tra le prime posizioni del motore di ricerca se poi è in gara che il tuo motore non funziona. E così, ti affidi a un Padre nostro. Per poi peccare, senza pentimento: all’italiano non interessa il buon italiano. Quello scritto, poco c’entra con chi lo legge. E allora, giù con l’acceleratore: parole morte, frasi fatte, modi di dire preconfezionati, forme burocratiche, espressioni vuote per riempirsi di sé. Tanto c’è sempre un confessionale e la penitenza è «che Seo me la mandi buona». Prima, seconda, terza posizione. Poi, in gara, mi salvi chi può. La safety car. Il cambio delle gomme. La pioggia.

Che Seo ti assista dai box, quindi. Soprattutto se poi tra un giro e l’altro il rischio è di grossa cilindrata: l’attenzione del lettore. Una cosa di fronte alla quale non basta farsi trovare. Bisogna farsi seguire. A ruota. E qui neanche le preghiere possono fare qualcosa.»

Perché tra fare una buona qualifica e fare una brutta gara passa la differenza che separa essere da non essere. Un noto problema. È una questione di solitudine. Da numeri primi: prime donne in prima posizione. Grazie all’amante algoritmo. Il seduttore dei nostri tempi.

La Seo c’è. Ci deve essere, proprio adesso. Concentrata, eh. Non scherziamo. Che qui c’è in ballo una classifica, una pole position. Una fortuna. È la seduzione dell'indice. I suoi capogiri ripetuti, un invito a seguirlo. Ah, che cosa può fare un dito. Dal marketing digitale, al corteggiamento digitale. Siamo nelle mani di 5 dita. Teniamocele strette.

Perché la loro meccanica dovrebbe aiutarti a sviluppare una scrittura che metta in moto la lettura. Un’ingegneria delle parole per migliorare il motore della tua scrittura, non il posizionamento nell’indice di Google. Per disegnare la configurazione del tuo scrivere lettere in assetto da gara.

Un’ingegneria letteraria, nel senso più letterale del termine: una formula in cui la scelta delle parole è la grandezza costante e la disposizione di quelle parole all’interno della frase è la grandezza variabile. Per dare alla tua scrittura possibilità infinite con un numero finito di parole. È la virtù del copywriting.

E allora su, dai, confessa. Hai commesso qualche delitto digitale e vuoi darti alla latitanza? Nasconditi dentro ai testi dei siti internet della prima pagina di ricerca di Google. Tra quelle parole troverai la caoscrittura necessaria per non farti leggere dalle persone. Perché certe presenze della Seo – con tutto il rispetto – sembrano davvero peccati digitali.

Andrea Ingrosso

Copywriter - Autore di contenuti per le aziende.

© 2017 Mamy

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