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22 settembre 2016

La scrittura nel gruppo della maglia rosa.

Rimangono solo le parole vive in sella a un testo scritto bene. Perché nei giri di pedale che producono i giri di ruota della scrittura, c’è tutta la fatica di chi ha letto molto per imparare a scrivere dai maestri. E di chi affronta il giro delle parole con la padronanza della lingua madre per scalare l’attenzione del lettore.

Ricordatelo quando arriveranno i primi momenti di difficoltà. Se scopri che scrivere è difficile, è perché scrivere bene è difficile. Un testo scritto, ma che non parla, può causare un sacco di danni. La tua azienda non dovrebbe affidare la scrittura a persone che possono commetterli. Una scrittura che non parla è come una bicicletta che non pedala. La prima non farà strada, la seconda non starà in piedi.

Se non riesci a parlare al lettore con le parole che scrivi. Se non sei capace di mettere insieme le parole che fanno girare bene la lettura. Se non riesci a trovare l’insolita narrazione nella ripetizione quotidiana della tua azienda, allora trova qualcuno capace di farlo al posto tuo. Qualcuno che lo fa per le aziende. Tutti i giorni.

La buona scrittura non si tira giù dall’albero come una mela. È un lavoro duro. Duro tanto quanto per l’albero fare la mela. Raccogliere la chiarezza dei fatti alla luce del sole. Respirare la freschezza delle parole con una boccata d’aria. Organizzare sotto: le idee forti, in forti radici. Ramificare sopra: gli argomenti utili, in utili foglie. Ma tu non andare tanto sopra. Abbassa le pretese: c’è un gran premio della montagna da superare. Se alzi le pretese, vai in crisi. Le alzerai dopo. L’importante ora è cominciare la salita. Comincia.

Si staccheranno per primi i velocisti. Quei pezzi di testo talmente veloci che passano inosservati. Così veloci che tu – sul bordo del foglio, come sul bordo della strada – aspetterai invano il loro arrivo. Perché solo dopo un bel po’ di pedalate sulla strada della lettura, ti accorgerai di loro e li vedrai già di spalle. Però, che spalle. E che fisico. Alti di statura come «l’alto valore tecnologico dei nostri impianti all’avanguardia, necessario per un’azienda che si pone ambiziosi traguardi». O performanti nella volata come «le soluzioni performanti del nostro team di professionisti qualificati che massimizzano i risultati in funzione delle specifiche esigenze del cliente».

Poi si staccheranno i passisti. Quelle frasi capaci di tenere un'andatura regolare per molti chilometri. Frasi fatte di parole abituate a usare con il lettore un rapporto molto lungo come «il nostro lavoro si basa su principi saldi come lo sviluppo di nuove tecniche, la crescita delle professionalità e l’attenzione ai particolari per offrire ai nostri clienti un servizio completo chiavi in mano, e a 360°, dalla continua ricerca e sviluppo per stare al passo con i tempi alla progettazione e realizzazione di una vasta gamma di prodotti». Si staccheranno i passisti, anche perché le aziende che scrivono ancora queste frasi non hanno capito che il passo dei tempi è cambiato. E che il lettore vuole leggere frasi con rapporti più corti. E con parole a lui più familiari, dove possa vedere l’immagine dentro la parola. Non il nulla.

Infine, si staccheranno quegli scalatori che arrivano ai piedi della salita in sella all’ambizione, ma con la pedalata senza preparazione. Scalatori superficiali, senza fondamentali. Scattano e se ne vanno, lasciandosi il gruppo dietro, appena la pendenza si fa elevata e salire diventa difficile. Ma dopo qualche chilometro rimangono sui pedali a boccheggiare, mentre il gruppo della maglia rosa li supera con il proprio passo padrone della strada. Perché nei giri di pedale che producono i giri di ruota della scrittura, c’è tutta la fatica di chi ha letto molto per imparare a scrivere dai maestri. E di chi affronta il giro delle parole con la padronanza della lingua madre per scalare l’attenzione del lettore.

La scrittura è il mezzo di trasporto più civile che l’uomo possa usare. Non tutti però lo sanno usare. Quando la strada sale, se le gambe non girano, rimani a piedi. La montagna del lettore non è per tutti. La buona scrittura è come il ciclismo: è la fatica più autentica addosso alla persona più allenata. Se non hai letto almeno una volta nella tua vita tutto il vocabolario della lingua italiana. Se scrivi con le prime parole che ti vengono in mente e le metti insieme senza conoscere le regole della grammatica. Se non hai ancora capito che la scrittura non è coreografia, ma ortografia. Che il contrario di no è , non si, e che perché si scrive con l’accento in salita é, non in discesa è. Se non conosci tutto questo – e altro ancora – allora dovresti rimettere la penna dentro il tappo. E correre ad allenarti.

Il ciclismo non è come l’automobilismo: non basta mettere le mani sul manubrio e guidare la bicicletta al traguardo. Scrivere è come spingere sui pedali: se vuoi che il lettore ti segua a ruota, il motore lo devi mettere tu. Quindi: poche chiacchiere, e pedalare. Solo così vedrai che scatto dopo scatto, pedalata dopo pedalata, chilometro dopo chilometro nel gruppo della maglia rosa rimarranno solo i migliori: i corridori di classifica.

Quelle parole che sanno stare nella classifica di gradimento del lettore, perché gli dicono le cose come stanno. Quelle frasi capaci alla distanza di reggere il confronto con l’interesse a conoscere del lettore, perché sanno fare chiarezza. Frasi e parole sono come due pedalate. L'una dipende dall'altra. E viceversa. Se sai scegliere le parole vive, allora le tue frasi daranno vita a ciò che vuoi dire con la chiarezza che il lettore si aspetta. Se le frasi che scrivi sono chiare, allora significa che le parole morte si sono staccate dal gruppo. E sono rimaste le parole vive.

Così, alla fine solo un uomo sarà al comando. La sua maglia è quella rosa. Il suo nome è il tuo, lettore. Benvenuto all’arrivo.

Andrea Ingrosso

Copywriter - Autore di contenuti per le aziende.

© 2017 Mamy

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