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30 luglio 2018

Tutto il calcio, rifiuto per rifiuto

Tra il personal branding che all’inizio ti si appiccica addosso e il marketing scientifico che alla fine rimane a secco. È grazie al suo rifiuto per i linguaggi che la scrittura raccoglie i suoi frutti con la lingua. E si differenzia.

Scritto con tutto l’estro del mio piede destro. Nella metà campo di una scienza con un modulo un po' sinistro: 5-4-1. Le 5 W: Who, What, When, Where, Why. Le 4 P: Product, Price, Place, Promotion. 1 M: la melina infinita di passaggi all’indietro verso un estremo difensore che non sa più che tuffo o uscita inventarsi.

Parare gli autogol dei linguaggi autoreferenziali? Tutti sono leader della parola leader, ma nessuno è leader in campo con il fraseggio per imporre il proprio gioco. O leader nello spogliatoio con le parole che fanno chiarezza sul gioco da tradurre poi in campo.

Disporre una barriera di parole vive? Ma solo per opporsi alle punizioni dal limite fischiate per un uso di parole morte che è andato oltre il limite. Al di là della formazione della frase con le parole scelte, è la retrocessione nell’aldilà del vocabolario che un’azienda dovrebbe evitare.

Spazzare l’area del rigore del marketing? Sì, con un calcio di rinvio per rimettere in gioco la scrittura di copywriting. E fare quello che un’azienda è capace di fare: superare l’uomo marketing. Per creare in campo la superiorità numerica della lingua da allenare sui linguaggi da esonerare.

Perché marcare a uomo un’azienda con la tattica del catenaccio strategico non permette di essere quello che con le parole scritte l’azienda può diventare. Una formidabile creatrice di gioco. Invece, tutte le aziende commettono il proprio fallo.

Il fallo di ostruzione: premesse, incisi e parentesi che si oppongono all’azione del lettore. E impediscono l’applicazione della regola del vantaggio nella costruzione delle frasi: lasciare correre le parole nella scrittura per non interrompere la lettura.

Il fallo laterale per un pallone calciato in tribuna. È il lato peggiore che la scrittura di un’azienda possa mostrare: il non gioco. Una condotta molto scientifica che inizia con la scrittura a punti dei piani marketing e finisce con il punto chiave per muovere la classifica Seo.

Il fallo tattico: un significato stiracchiato a vanvera, l’aggettivo che spintona a terra il sostantivo, le prestidigitazioni in punta di dita sulla tastiera. Manomissioni che nascondono le reali forze in campo. Scorrettezze che fanno il loro gioco nella scrittura quando i fondamentali della lingua rivelano i limiti dei linguaggi.

E così, scodellare parole vive è il compito del tornante con il su e giù tra la pagina e il vocabolario. Stoppare parole morte è il ruolo del difensore centrale per fermare parole che, proprio perché sono morte, sono fuori gioco. Giocare nel campo personale con la sfera privata è il jolly che il marketing si gioca. E fa di tutti un mercato delle vacche da marcare. Ne usciremo tutti viola per non passare inosservati. Per aprirci al gioco del mercato e non giocare più a porte chiuse.

Così, per evitare il cartellino diventerai quello del cartello o del cartellone. La tua carne non sarà più attaccata all’osso, ma Simmenthal o Tinsemal a seconda della stagionatura. E per sopravvivere si attaccherà a tutto, e a tutti. Più che un’invasione di campo a corpo nudo, un’invasione di corpo a tutto campo.

È il corpo a corpo della marcatura a uomo con la maglietta strappata per Gentile concessione del marketing. Che non si occupa di posiziona-menti, ma di posizioni digitali ispirate alle posizioni carnali. La tattica del triangolo per aumentare i like, il dribbling tra i lead per stendersi sul lenzuolo del feed. Non ci sono più i target materasso.

Ci sono invece i tiri telefonati al freddo di parole morte. «Il Personal Branding consiste nella comprensione e valorizzazione delle capacità e qualità personali, attraverso un’adeguata comunicazione a un pubblico interessato». Più che un campo di gioco, un campo santo. Dove non si aprono le porte del paradiso, ma la porta per il gol della bandiera. Così, farai un passo in avanti nella classifica marcatori, ma dieci passi indietro nella classifica degli autori.

Andrea Ingrosso

Copywriter - Autore di scrittura per le aziende.

© 2018 Mamy

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