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21 febbraio 2016

La cattiva scrittura è come la burocrazia.

Fa la fila prima di arrivare allo sportello. Rimbalza da un posto all’altro per trovare ciò che cerca. Gira a vuoto per avere una risposta. Il lettore si guarda attorno e capisce che non è dentro un ufficio pubblico in attesa, ma all’interno del testo di un’azienda che sta leggendo.

Ti piace fare la fila allo sportello? Rimbalzare senza meta da un ufficio all’altro per una pratica? Girare a vuoto tra un funzionario e un responsabile per una risposta che nessuno è capace di darti?

Tutti facciamo esperienza di burocrazia. Ogni giorno abbiamo a che fare con un’amministrazione che ci ostacola. Ma anche con una comunicazione che non ci parla. È la comunicazione di aziende – pubbliche o private – fatta di testi-funzionari al servizio di interessi neutrali, che non si mettono dalla parte di qualcuno in particolare: il lettore, per esempio.

È la scrittura impersonale, fatta di parole scelte con il concorso pubblico del prendiamo i testi dell’anno scorso, del vediamo che cosa scrive la concorrenza, dell’ufficio marketing. È la scrittura d’ufficio appunto, convinta che scrivere non sia una relazione ravvicinata tra due persone, ma un rapporto a distanza tra un’entità astratta di competenze e una massa indistinta di esigenze.

"Livello4 srl è orientata a perseguire la soddisfazione delle esigenze dei clienti, per questo la mission è creare valore innovando processi e prodotti, ricercare sistemi sempre più efficaci per erogare i servizi e contribuire in modo attivo a rendere più efficienti i mercati. Il lean thinking e la customer experience hanno ispirato la vision e hanno offerto l’opportunità di ripensare le soluzioni ICT tradizionali in un’ottica di servizio e di valore per il cliente."

È incredibile leggere la capacità di sopravvivenza delle parole morte nella scrittura delle aziende. Aziende che sono sempre in missione per conto del cliente. Aziende visionarie, che vediamo – nella loro mission – disperatamente aggrappate alle solite parole: qualità elevata, soluzioni innovative, produzione efficace, leader di mercato, tecnologia avanzata, prodotti d’eccellenza.

Parole messe in fila in una frase dopo l’altra che per il lettore sono visioni, appunto, non la realtà dell’azienda. Sono parole e frasi fatte che ispirano la legge di vacuità della scrittura, una legge di instabilità perché stabilisce il dire per non raccontare che cosa fa ogni giorno nella sua sede un’azienda.

E nella tua? Ti sei mai chiesto se la scrittura della tua azienda fa fare alle persone la fila, di parola in parola, prima di arrivare allo sportello del dunque? Prova a chiederti se ciò che scrivi fa rimbalzare il lettore senza meta da una pagina all’altra per trovare le informazioni che sta cercando. O se i tuoi testi lo fanno girare a vuoto per avere la risposta che nessuna frase è capace di dargli.

Non far fare al lettore la coda allo sportello della comprensione. Prendi la tua azienda e i tuoi prodotti e fai chiarezza nella scrittura che li raccontano. Tu che cosa fai quando incontri la fila a uno sportello? Torni indietro? Cambi fila? Ti infastidisci, ma rimani in coda? Pensa a quante persone hanno preferito cercarsi un altro testo da leggere – un testo-chiaro – per trovare le informazioni di cui avevano bisogno, invece di rimanere in fila e continuare a leggere il testo-funzionario della tua azienda.

Per un’azienda, l’unica cosa peggiore di una scrittura che non funziona è la cattiva scrittura nel pieno delle sue funzioni.

Andrea Ingrosso

Copywriter - Autore di contenuti per le aziende.

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