1 gennaio 2018

Stati interessanti
Scrittura

Il 2000 è diventato maggiorenne.

di Andrea Ingrosso

Quando l’età si fa maggiore, di minore alla scrittura rimane solo la misura del cordone. Quello ombelicale. Da ripristinare, ma più corta possibile. E al posto del guinzaglio aziendale. Per essere più vicini alla lingua madre. E più lontani dalla lingua matrigna.

La notizia è da botti di compleanno, non di capodanno. I 365 giorni dell’anno compiono gli anni: sono maggiorenni. La loro età è diventata maggiore, ma non di grado. E forse nemmeno per gradi. La loro identità più non è minore: lo canta la carta. Si dimette da un incerto fervore a tempo indeterminato. E assume un certo valore a tempo determinato.

I giorni nelle aziende sono maturi per votare alle elezioni. La legislatura del marketing è finita. Si sciolgono le camere d’aria del linguaggio aziendale e le telecamere del marketing. Lo stile autoreferenziale che dava una certa aria all’azienda non è più ripreso dall’occhio scientifico del marketing. Le aziende tornano a esprimersi con la lingua dell’alfabeto, non con le strategie dell’algoritmo.

I giorni nelle aziende sono maturi per prendere la patente. Quella che dà la licenza per guidare tra le parole del copywriting, non tra i piani del marketing. Nessuna strada è vietata quando al volante della scrittura l’azienda è padrona della lingua. Può correre su qualsiasi carreggiata: la formalità asfaltata, la creatività sterrata. Può raggiungere qualsiasi destinazione: il manager o il cliente, lo studioso e la casalinga.

E i giorni nelle aziende sono maturi per avere finalmente il permesso di scrivere testi con più luci rosse e meno luci grigie. Frasi così spinte che arrivano al lettore con la velocità della luce. Parole così scoperte e dirette che si mostrano alla luce del sole come la lingua madre le ha fatte.

Quando l’età si fa maggiore, di minore alla scrittura rimane solo la misura del cordone. Quello ombelicale. Da ripristinare, ma più corta possibile, al posto del guinzaglio aziendale. Per essere più vicini alla lingua madre e più lontani dalla lingua matrigna. Per avere in azienda una scrittura più emancipata dai linguaggi. Capace di sottrarsi alla dipendenza delle misure standard della scrittura in uniforme. Capace di aggiungere alla comunicazione un’identità di parola scelta, non solo di immagine coordinata. Per moltiplicare in ogni frase quel senso di ospitalità che le parole posizionate secondo un’organizzazione producono. E per condividere con il lettore il risultato di una scrittura che si fa riconoscere fuori del coro e si fa capire dentro le pagine.

Una scrittura lineare, quindi. Non una scrittura allineata. Perché non si adegua allo stato sedentario uniforme delle alleanze tra i linguaggi. Non si adegua al linguaggio dell’economia, al linguaggio del marketing, al linguaggio degli avvocati, al linguaggio dell’informatica, al linguaggio delle banche, al linguaggio della burocrazia, al linguaggio dei recruiter, al linguaggio delle cattedre. Ma prosegue con un moto rettilineo multiforme. Per uscire dalle colonie dei linguaggi standard e diffondere il principio di autodeterminazione della lingua scritta.

Perché con la maggiore età anche alla scrittura di un’azienda è riconosciuta la capacità di agire: manifestare la propria volontà di scegliere le sue parole e non di usare parole già scritte da altri. E di organizzare le frasi in base a posizionamenti che l’azienda dà alle parole. E non di attaccare come un puzzle pezzi di frasi preconfezionate da altri.

Così, la capacità di agire acquisita con la maggiore età dà all’atto della lettura il carattere dell’ospitalità. E all’atto della scrittura il carattere della creazione in proprio, non in conto terzi.

Così, da oggi è maggiore la speranza che tra i propositi delle aziende per il nuovo anno ci sia la volontà di produrre una scrittura maggiorenne. Una scrittura fatta di parole che non arrivano più sulla pagina accompagnate per mano dai genitori Vision e Mission.

Così, da oggi è più grande la speranza di vedere un’azienda proporre contenuti che non sono dati in affidamento al rappresentante legale marketing. E di vedere un’azienda che non affida la cura delle parole alla tata della seo. Ma si prende cura in prima persona delle parole per creare un proprio vocabolario da dove concepire e fare nascere la propria scrittura. Una scrittura con meno parole chiave e più mazzi di parole da tenere in pugno per donarli al lettore.

Così, da oggi è più matura la speranza che i professionisti possano fare a meno dell’assistente sociale per sopravvivere nei social. L’influencer per condividere e imperare. Il guru per rispettare un codice di magna altitudine. Il blogger per fare di te stesso un brand. Un brand? Non ce ne sono già abbastanza di brand nel mondo, nelle nostre città, nelle nostre case?

Il rischio è di portarsi a letto la carne in scatola. E di mettere nella dispensa della cucina la carnalità della moglie. O del marito. Il rischio è di portare all’asilo nido la confezione del latte. E di mettere in frigorifero il figlio con il biberon vuoto. Il rischio alla mattina è di mettersi di fronte allo specchio. E di non vedere un naso, una bocca, due occhi, due mani, due braccia. Di dimenticare che sotto li muovono miliardi e miliardi di cellule, centinaia e centinaia di metri di vene, nervi, arterie e vasi sanguigni, decine e decine di chilogrammi di ossa, di carne, litri di acqua e di sangue.

Il rischio alla mattina è di mettersi di fronte allo specchio del bagno e di percepire una brand reputation, una brand identity, una brand awareness. Fai di te una persona, non una marca. Una persona. Hai una certa età, ormai. Un’età maggiore. Come il 2018.

Andrea Ingrosso

Copywriter - Autore di scrittura per le aziende.

© 2018 Mamy

Intervallo pubblicitario.

Un copywriter da prendere al volo. Benvenuto a bordo. In questo corridoio dove ti racconto che cosa posso fare per te. Organizzo la scrittura della tua brochure con parole puntuali per non perdere le coincidenze. Allaccio le cinture di sicurezza tra le frasi del catalogo perché l’attenzione di chi legge non precipiti. Intercetto nel tuo sito internet qualsiasi dirottamento imposto dai linguaggi. A bordo è prevista solo una classe, la lingua. Faccio decollare solo voli di linea diretti al lettore e senza gli scali tecnici delle forme istituzionali. Scelgo solo assistenti di volo capaci di mostrare l’immagine nelle parole di una campagna pubblicitaria. Evito tutti i vuoti d’aria fritta delle parole del marketing. Non inserisco nei post dei social media il pilota automatico della scrittura burocratica. La narrazione del tuo blog sarà ospite di una comunicazione duratura, non passeggera. E così, scrivo perché il racconto della tua azienda sia come tutti i racconti: un viaggio.

Nonostante questo gran da fare rimango sempre in dolce attesa. Mi puoi sempre scrivere. pancione@mamyadv.com

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