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10 ottobre 2016

La caoscrittura, la gramigna infesta.

La trovi nelle discariche di frasi usa e rigetta in pasto al lettore. Nelle crepe del pensiero seo di avere il sito al primo posto, ma che fanno erbacce da tutte le parti. E tra le rovine della lingua italiana di terreni incolti o poco curati.

Il disordine è all’ordine del giorno nella scrittura delle aziende. Alla riunione del testo trovano posto tra uno spazio e l’altro i soliti partecipanti impegnati a occupare la seduta, invece di occuparsi del lettore. Parole morte in attesa del funerale di Stato. Sintassi traballanti in cerca di protesi per potere stare in piedi. Classi di frasi in gita fuori porta che portano fuori strada. Forme di scrittura lente che non arrivano mai al dunque. Modi di dire preconfezionati che non dicono, perché la confezione è vuota.

Attorno al tavolo si ritrovano convocate dall’autore parole che – senza parlarsi sopra o addosso – dovrebbero entrare in relazione. Dovrebbero ascoltarsi secondo un’agenda di argomenti, discutere seguendo una scaletta di obiettivi. Ma quando aprono l’agenda per iniziare la riunione è il caos quello che si trovano a dovere affrontare: il pensiero non organizzato che abita la testa dell’autore. E quando iniziano a fare i primi gradini è la fatica che le rallenta: salire la montagna della chiarezza non è per tutte.

Così, nessuna parola si fa avanti per non lasciare la scrittura nel pieno del caos. Nessuna frase si prende le responsabilità di dire al lettore le cose come stanno.

Il lettore è come un attimo sfuggente: la sua capacità di attenzione è proporzionale alla tua capacità di organizzare le parole e le frasi. Un tempo c’erano i giornali, la radio, i figli, la televisione a distogliere l’attenzione del lettore. Oggi, ci sono anche le mail, internet, le applicazioni nel telefono, la pigrizia. Se non vuoi che il lettore sfugga alla lettura delle tue parole, non sfuggire quando scrivi alla responsabilità di convocare per la riunione solo parole capaci di stare in ordine all’interno di un testo.

Fare ordine nella caoscrittura è come disinfestare la città ordinata di un prato inglese dall’invasione delle erbacce. Considera il danno estetico che la gramigna provoca all’immagine pulita, chiara e ordinata di un prato edificato con autentici fili d’erba. E poi pensa al danno di immagine che l’antilingua della burocrazia – la scrittura d’ufficio – ha fatto e continua a fare alla comunicazione delle aziende. Probabilmente anche alla tua.

Una scrittura in erba, quindi: da subito si è diffusa velocemente infestando i giardini della comunicazione. Un giorno di un tempo lontano – per esempio – qualcuno si è inventato un modo per iniziare una lettera commerciale. Il giorno dopo negli uffici tutti aprivano le lettere così: «Egregio Signor Rossi, con la presente siamo qui a proporVi la migliore offerta». E l’elettronica della mail, che negli anni tecnologici avrebbe sostituito la carta, non è riuscita a darle una scarica in più volt. E fulminarla. Quella frase ancora oggi accende le letture di gran parte delle mail che riceviamo, e spegne le nostre speranze di vedere un giorno la scrittura lontana dal caos.

La gramigna la riconosci subito nella scrittura delle aziende: «in attesa di un suo riscontro per porgiamo i più cordiali saluti, ottimizzare i processi produttivi, lo scopo delle nostre soluzioni è supportarvi al meglio nelle dinamiche aziendali di gestione della qualità, i nostri servizi coprono a 360° le necessità aziendali spaziando dalla materia prima al prodotto finito attraverso il controllo ed il supporto alle aziende nella gestione della supply chain.»

La gramigna è di colore grigio, e il fusto si piega a qualsiasi pigrizia dell’autore. Cresce con facilità anche in condizioni climatiche ostili. La totale assenza di idee che porta l’azienda a prendere dallo scaffale le formule di scritture preconfezionate. L’esigenza di avere comunque qualcosa di scritto nella brochure e nel sito internet con parole capaci però di non dire nulla. E la mancanza di un budget per dare all’azienda una scrittura d’autore, e non una scrittura d’ufficio.

La gramigna la trovi nelle discariche di frasi usa e rigetta in pasto al lettore, che le aziende continuano ad alimentare. Nelle crepe del pensiero seo di avere il sito al primo posto: falle che fanno erbacce da tutte le parti. E tra le rovine della lingua italiana: terreni incolti o poco curati che trasformano la chiarezza della lingua madre nell’oscuro della lingua matrigna.

E non c’è tagliaerba, prodotto chimico o diserbante che tenga. Sei tu, che con le tue mani devi strappare la gramigna che ha messo radici nella scrittura della tua azienda. Ma devi essere capace di riconoscerla. O riconoscere che forse hai bisogno di qualcuno che ti aiuti a cercarla tra le rovine dei tuoi testi. Un copywriter che cominci a spogliare la tua scrittura, e vedere se può diventare un prato inglese. Se senza «alti standard qualitativi, una serie di servizi integrati, comunicazione a 360°, la vasta gamma dei prodotti offerti, gestire il cambiamento in un’ottica di flessibilità» – che non significano nulla – la scrittura scorre liscia come la pallina su un campo da golf.

Se senza i lustri e gli sfarzi delle parole di tendenza usate dalle aziende come «soluzione, leader, mission, vision, implementazione, governance, player, feedback, eccellenza, customizzate» il testo si libera dell’erba cattiva. Se c’è il bisogno di dire «I nostri prodotti nascono dalla passione per l’innovazione di processo e dalla consapevolezza che le imprese sono sistemi aperti in un mercato dinamico» è perché è sempre a portata di mano delle aziende il seme della discordia con l’unico dovere che ha la scrittura: fare chiarezza per il diritto del lettore di capire.

Toglie dal corpo del testo ogni parola che non ha un ruolo nella riunione della scrittura, ogni frase che va per le lunghe e non dà spazio alle altre, ogni premessa o inciso che interrompe la riunione – come una telefonata. Capi di abbigliamento che creano il caos nella scrittura, la acconciano di stracci e strofinacci in un abito cucito senza il necessario filo diretto con il lettore.

E a nulla servirà consolarti con la scoperta che l’erba del vicino – comunque – è sempre più gramigna della tua. Se non porti la scrittura della tua azienda fuori dal caos, la gramigna continuerà a fare la festa alla tua scrittura.

Andrea Ingrosso

Copywriter - Autore di contenuti per le aziende.

© 2017 Mamy

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