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4 marzo 2016

Arieggiamenti.

Il cervello è una macchina fotografica: ogni parola che scrivi deve conquistarsi il suo click. È così che la lettura capisce la scrittura: quando vede quello che attraverso la parola immagina. Se la macchina del lettore non scatta, significa che hai scritto parole morte. E quando una cosa è morta, non respira.

Che cos’è la buona scrittura? È una boccata d'aria fresca in una stanza piena di aria stagnante. E le pagine scritte delle aziende sono stanze sature di aria viziata. Il vizio è quello dei peggiori: pensare che basti mettere in fila indiana un po’ di parole per potere dire di avere scritto un testo che comunica.

Così, le pagine si saturano di aggettivi altisonanti, avverbi di basso profilo, di lunghe file di parole, di pensieri corti, di cortocircuiti di senso. Ambienti chiusi a qualsiasi tipo innovazione della scrittura si riempiono di discorsi a mezz’aria.

Il rischio è di buttare all’aria tutta la comunicazione dell’azienda.Perché i sintomi in chi legge questi testi sono nocivi per la comprensione: calo di interesse, perdita della concentrazione, prematura stanchezza, sonnolenza. E a nulla serve l’immissione nella stanza di aria condizionata da termini tecnici, parole straniere, citazioni latine o i diceva di circostanza. È un vizio che aggrava la condizione: l’aria si fa pesante.

Ciò che differenzia una buona scrittura da una scrittura che buona non è, è la sua capacità di fare respirare il lettore. Troppe sono le comunicazioni di aziende inquinate dall’antilingua. Lo smog ha raggiunto livelli stratosferici. C’è bisogno di nuove atmosfere. Di arieggiamenti.

Quando legge il tuo testo il suo cervello è una macchina fotografica: ogni parola che scrivi deve conquistarsi il suo click. Così, il lettore capisce quello che legge perché vede quello che – attraverso l’obiettivo della parola – immagina. Se non immagina è perché le parole che hai scritto erano parole morte. E quando una cosa è morta, non respira. Il tuo lettore respira solo se è la tua scrittura per prima a respirare. Contrae i muscoli intercostali. Espande il torace. Dilata i polmoni. Appiattisce il diaframma.

Leggere è un’azione complicata, ma al lettore viene naturale se la tua scrittura è una stanza in cui può respirare. Perché quando un’azienda scrive bene non ti lascia a boccheggiare in mezzo alla frase, ma ti porta – respiro dopo respiro – al punto finale. Per questo la scrittura chiara è trasparente come l’aria: ti fa vedere le immagini oltre le parole. E quando le parole diventano immagini la scrittura ti parla. Acquista una voce.

È così che la buona scrittura apre finestre, soffia brezze, alimenta correnti d’aria, allaccia fili di vento, progetta un sistema di ventilazione per un costante ricambio dell’aria. Per il bene tuo e per il benessere del lettore. Fa’ in modo che respiri.

Andrea Ingrosso

Copywriter - Autore di contenuti per le aziende.

© 2017 Mamy

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