25 marzo 2020

Pancione
Marketing

Alla ricerca del paziente zero.

di Andrea Ingrosso

La digitalizzazione ha dato a tutti l'accesso alla funzionalità broadcast. E la tecnologia ha fornito a tutti la tavoletta con la modalità «Ciak, si gira». Tutti ci sentiamo legittimati a trasmettere in mondovisione: alcuni con la maschera del trucco, altri con la mascherina della farmacia. Ma oltrepassare il limite della nostra personale realtà porta tutti al pericolo di espandere una realtà che non ha bisogno di essere espansa. Se la diffusione del panico supera la diffusione del virus, è il panico il vero virus.

Meglio allora saltare in lungo tutte le manifestazioni di realtà aumentata dall’infodemia. E con un salto triplo scavalcare la digitalizzazione nei suoi 3 passaggi: cittadino, contagiato, influencer. Sono evoluzioni della specie che non insegnano nulla sulla vita. Come non insegna nulla l’esperienza social che fai dei contagi di quella specie. Vogliono solo accompagnarti per mano durante la tua evoluzione nel funnel: utente, lead, prospect.

Già, il funnel. Luogo iconico del marketing per vedere te utente danzare come zingare nel deserto della rete. Se scendi nel punto più stretto è il segno che da lead sei diventato un prospect. Da quel momento potrai solo perderti in quell’incantesimo: tra il mazzo di ritmi ossessivi per trovare la chiave di riti triviali. Tra capitani oltraggiosi verso la lingua e turpi contrabbandieri di linguaggi macedoni. È la dinastia dell’ing: marketing, branding, rebranding, storytelling, coaching, hacking, consulting, counselling, recruiting.

Allora, basta sdoganare la dinastia elisabettiana. Chiudi i tuoi confini al regno oltre la Manica. E con le mani sulla tastiera difendi la cosa più pubblica della Repubblica. Libera la lingua italiana dal Virus della Corona. Battito, respiro, pensiero: questo ci serve della realtà per aumentarla. Sapere che cosa i parametri vitali possono fare all’uomo e non che cosa le metriche digitali possono fare al suo profilo. Non siamo qui per misurare quello che la digitalizzazione fa all’uomo, ma per digitare sui tasti quello che l’uomo può fare al tempo. Un battito non può soccombere a un pixel. E il tribunale della coscienza non può pronunciarsi nel suo stato della realtà diminuita.

Leader, empowerment, partnership, customer care, inbound, awareness, target, purpose, senior rebranding consultant, workshop, cross selling, asset, background.

Già, il background. Quello che ti trascini dietro su due ruote e con la necessaria inclinazione tra una certa dose di superficialità e un’incerta aria di autoreferenzialità. Una volta invece il background stava al tuo fianco in tutta la sua verticale autorevolezza, perché con presa salda lo tenevi in mano. A quei tempi il bagaglio era carico di sapere grazie alle letture dei libri che facevi. Così, il bagaglio si accollava in modo legittimo il peso dell’aggettivo culturale.

Oggi, invece un grande deposito accoglie i bagagli lasciati dai divulgatori professionali. Manuali freschi di stampa carichi di background digitale che si accollano in modo illegittimo il peso del sostantivo libro. È così che i manuali uccidono i libri, ma sono i libri a tenere in vita i bambini. Se la proprietà transita è un infanticidio di massa.

Lo hanno capito in Basilicata. Da 20 anni un ApeCar porta i libri ai bambini di piccoli paesi isolati. Lo guida Antonio La Cava, un maestro in pensione che ogni giorno impollina fiori là dove la natura del posto è priva di biblioteche e librerie. Ah, se non ci fossero le api ad aumentare la nostra realtà: non ci sarebbe la biodiversità. È la loro impollinazione che garantisce l’evoluzione delle specie: senza il lavoro operaio delle api – e dell’ApeCar – l’uomo morirebbe di standardizzazione.

Player, driver, mission, vision, value proposition, lean thinking, spin-off, best practice, panel, mindset, growth hacking, full immersion.

Già, la full immersion. Evoca la promozione di un corso di formattazione, soprattutto di marketing. A sprofondare sotto la superficialità del suo piano finiscono purtroppo i poveri corsi d'acqua, le piscine olimpioniche, le vasche termali. A loro tocca anche la beffa di toccare il fondo: alla fine tutto quel sommerso rischia di passare per evasore lessicale. L'imposta messa in palio – dicono al corso – è l'emersione delle capacità dei partecipanti, non la loro apnea. Testimone dello studio della lingua straniera e dell'uso dei linguaggi standard, la full immersion capovolge la teoria del tempo di apprendimento. Quello che una volta imparavi in 5 anni sui libri, oggi con un'immersione in pieno corso puoi farlo tuo in 5 ore attaccato alle slide.

Eppure, proviamo un certo smarrimento ottico a leggere ogni tanto le notizie-funerali sulle chiusure delle librerie in carne e ossa, e ogni giorno le notizie promozionali sull’uscita del nuovo manuale dell’influencer in pixel e frame. Potrebbero sembrare a un primo sguardo segni di contraddizione, ma poi a ben guardare si dimostrano per quelli che – anche per un miope – in fondo sono: disegni di coerenza. Non a caso, siamo il paese che accompagna più spesso al sostantivo design l’aggettivo accattivante. Questo chiarisce qualche punto sulla linea presa dalle nostre idee riguardo la creatività e il suo opposto: l’apparenza.

Del resto, quello che le fottute rockstar digitali chiamano scrittura efficace ha il merito di tenere in piedi le case editrici, non le librerie. E visto il tipo di pubblicazioni che promuovono, alla fine sono pagine rilegate che fanno la fortuna della casa, non dell’editoria. Per questo, siamo quelli che hanno esportato in tutto il mondo la dieta mediterranea della alimentazione nel suo senso più lato, e ora ci ritroviamo a importare la dieta contemporanea della innovazione per nutrirci del suo senso più stretto. Tanto stretto da stare tra la copertina di un manuale.

Così, leggere un libro di poesie invece di un manuale di marketing ci fa capire quanto sia difficile restare la stessa persona. Quanto sia improbabile diventare una persona quando i pazienti zero importano dall’estero soluzioni preconfezionate in provetta, con tanto di barcode e brand positioning. Leggere un libro di poesie invece di un manuale di storytelling ci ricorda quanto l’immunità personale di ognuno di noi sia debole e il sistema immunitario nazionale non alzi del tutto gli scudi al confine. Leggere un libro di poesie invece di uno dei tanti manuali offerti dalla socialcrazia ci fa vedere in questi giorni perché la nostra casa è aperta, la porta è senza chiave e ospiti invisibili entrano ed escono.

Andrea Ingrosso

Copywriter - Autore di scrittura per le aziende.

© 2020 Mamy

Intervallo pubblicitario.

Efferato come un omicidio? Avrai un giallo. Complicato come la complicità? Scriverai una storia d’amore. Oppure, drammatico come il conflitto in un dialogo? Sarà un testo per il teatro. Extraterrestre come la magia? Ah, ti ritroverai in mano una favola. La formazione non è formattazione.

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