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Oltre.

È oltremodo miope l’egocentrica idea che oltre a noi non ci sia nessun altro. Capita di non vederlo nello spazio piccolo di una storia d’amore che non gira più, come nello spazio infinito tra Mercurio e Plutone che non smettono di girare. L’importante è farlo come loro, a oltranza, senza temere di essere andati un po’ troppo in là nel giro. Gira e rigira è oltretutto poco extraterrestre rinunciare. Quando finisce una corsa tenere pronto il biglietto è il parametro vitale per iniziarne un’altra. Al di là della promozione digitale di un brand, è la retrocessione nell’aldilà dei linguaggi che un’azienda dovrebbe evitare. E anche se ti stringe la mano, il linguaggio del marketing è fatto di un insieme di valori che non fa crescere. È un oltraggio al pubblico – più ufficioso che ufficiale – dei social: l’audience della fancrazia non è mai attendibile. Come certi successi illimitati che diventano prigioni invisibili. Solo i nostri limiti ci fanno vedere quello che ancora non c’è, immaginare qualcosa che ancora non esiste, sognare una realtà troppo grande per stare ancora in un cassetto. Il segreto di avere dei limiti sta tutto qui: tirarla fuori senza l’ambizione di andare poi oltre tutto. Solo l’oltre ci è necessario. Nient’altro.

L'addizionario.

Tra tante parole, una parola ogni tanto.