12 dicembre 2018

Narrazione
Manifesto per un nuovo corso.

Virus virtuoso.

di Andrea Ingrosso

«Manifesto per un nuovo corso di scrittura: la narrazione.»

Colpisce i soggetti appartenenti alla famiglia degli alfabeti, sia domestici sia selvatici. I sintomi del virus li senti addosso come un vestito ritagliato su misura. Una chiassosa festa cardiaca, un silenzioso dondolio dell'apparato respiratorio, il tuo sguardo che si allunga fino in fondo. Il padiglione si riempie del suono di parole che ti parlano. L’empatia sale e ti identifichi con quello che senti addosso. L’assenza della forza di gravità, l’aumento dell'attività onirica. Conscia e inconscia.

Virus virtuoso è trasmesso con frasi del tipo «Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno. Ma quello che accadrà in tutti gli altri giorni che verranno può dipendere da quello che farai oggi.» Oppure «La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.». E ancora «Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte». O senti questa «Sono cresciuto in mezzo ai libri, facendomi amici invisibili tra le pagine polverose di cui ho ancora l'odore sulle mani». E infine questa: « La letteratura e la narrativa sono due cose completamente diverse. La letteratura è un lusso, la narrativa una necessità.»

La narrazione è considerata uno dei virus che più influenzano la scrittura in tutto il mondo. Ma fino a oggi nel mondo delle aziende Virus virtuoso non è mai stato segnalato dalle autorità competenti: ceo, responsabili marketing, senior rebranding consultant, blogger and digital marketer, storyteller. Perché tutte le aziende si difendono dal virus con azioni di profilassi che le proteggono dal contagio della narrazione. Così, la sterilità dei racconti di aziende la trovi in ogni chi siamo. E la fertilità di informazioni che cerchi diventa rara. Come la virtù.

Sono più di una le misure di profilassi adottate dalle aziende che ostacolano la diffusione del virus. Il lavarsene le mani è una delle più usate e rientra in quel costume tutto italiano del «Non voglio saperne. Ho sempre scritto così. Perché dovrei fare la fatica di scrivere in un altro modo. Non lo fa neanche la concorrenza».

La disinfestazione dalle parole vive e dalla lingua madre che ha dato loro la vita è un’altra profilassi, la più eseguita dalle aziende. È il loro modo di proteggersi attraverso la scelta di parole morte e l’uso della lingua matrigna: i linguaggi.

Ma la profilassi delle aziende non si ferma solo alla forma, arriva anche alla sostanza. Sterilizza la capacità di immaginare per conoscere quello che non conosciamo di un’azienda. Per dare alla sua realtà un’originalità, alla sua quotidianità una riconoscibilità.

Scriviamo storie che sono favole perché la favola addomestica la realtà. È la sua portavoce più lontana, ma che al lettore più la avvicina.

Scriviamo storie che sono favole perché il marketing favoleggia su tutto e rifila a tutti storie favolose. Il narratore invece non perde il filo della favella e ogni volta che scrive fa faville.

Scriviamo storie che sono favole perché la favola è la forma stupefacente della scrittura. La prepara con dosi stellari di immaginazione perché quando la realtà sta stretta è lo spazio extraterrestre la taglia che somministra.

Scriviamo storie che sono favole perché una favola fa volare. E questa è l’unica morale che la favola – alla fine della storia – a tutti può lasciare.

Ciò che invece ci lasciano le aziende è la sostanza profilattica del marketing: lo storytelling. Entra in azione nella scrittura del racconto, ma le parole che leggiamo hanno la stessa pesantezza di quelle che usa per autodefinirsi nei manuali.

Approccio scientifico che ha come orizzonte teorico il “costruttivismo” e le scienze della complessità. Secondo questo approccio i processi narrativi sono da intendersi sia come processi di pensiero individuali, che danno senso alle cose (il racconto di me e del mio mondo), sia come pratiche collettive, socio-culturali o sistematiche, di costruzione consensuale di mondi (il racconto di noi e della nostra realtà).

Quanta distanza dal lettore! Non basterebbe un satellite per misurarla. Sono invece le parole narranti che avvicinano le persone, perché in loro è chiaro che cosa vogliono raccontarti. Se non ci fossero ogni testo sarebbe un’isola in secca. È una questione di marea: può essere alta o bassa, mossa o calma. L'importante è che abbracci il lettore, come le onde del mare fanno con le coste.

La narrazione non è un gioco e la scrittura non è la sua scatola: un dado che rotola o un imprevisto al posto di una probabilità. La narrazione invece semina lungo il racconto le probabilità che si verifichi l’imprevisto, la scintilla che accende la storia. Il virus virtuoso dentro il corpo della scrittura. È così che l’originalità si sostituisce al prevedibile, la fisicità dei fatti prende il posto dell’impalpabile. E parola dopo parola la successione dei fatti rotola verso l'abbraccio del lettore.

La narrazione è il focolaio del Virus virtuoso, la scrittura narrativa il suo contagio. Non c’è computer nel mondo capace di calcolare il beneficio che potrebbe trasmettere alla comunicazione delle aziende la diffusione dell’epidemia.

Non smettere di seguire la sua espansione tra queste pagine. Ti informeremo sulla scoperta delle nuove varianti del Virus virtuoso. Rimani in contagio.

Andrea Ingrosso

Copywriter - Autore di scrittura per le aziende.

© 2018 Mamy

Intervallo pubblicitario.

Una scrittura allenata è una come noi. Ha uno sguardo che vuole incontrare lo sguardo del lettore. Ha una voce propria che vuole distinguersi dal coro. Una scrittura ha una forma. Una scrittura allenata ha la forma migliore. Per mantenerla abbiamo creato un corso di scrittura per aziende e professionisti.

Le lezioni del corso di scrittura Virus virtuoso sono 10. Quindi, hai 10 motivi per chiedere informazioni sugli argomenti di ogni lezione. Il corso di scrittura è uno perché è fatto su misura per te. Quindi, hai una ragione per chiedere un preventivo. Scrivimi a questo indirizzo pancione@mamyadv.com

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