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10 agosto 2018

Cablaggi di scrittura: questione di fili.

Quelle parole rimesse in fila diventano il filo tra tanti fili che connette un’azienda alle persone. Ogni volta che un filo diventa protagonista durante la lettura diventa il filo conduttore di tutta la tessitura. Così, di filo in filo la conduzione della lettura diventa la vera funzione della scrittura.

È a Modena. Si chiama GTI. E progetta cablaggi strutturati. Ogni giorno disegna e realizza connessioni tra cavi e dispositivi per trasmettere informazioni. All’interno di un circuito i dati corrono lungo un filo diretto per arrivare a destinazione.

Anche la scrittura è un cablaggio strutturato. All’interno del circuito del testo le parole corrono lungo il filo diretto delle frasi per portare le informazioni al lettore. Cablare la scrittura significa collegare fili di frasi con misure diverse dove passa l’elettricità delle parole.

L’ho raccontato nelle lezioni 1 e 2 del corso di scrittura Virus Virtuoso. La sepoltura delle parole morte e la scelta delle parole vive. Per uscire dal black-out delle parole senza vita dei linguaggi ed entrare nell’elettricità delle parole piene di vita della lingua.

Perché la scrittura che comunica è come la corrente elettrica. Corre nel filo di rame per alimentare l’elettrodomestico. Corre nel filo delle frasi per connettersi al lettore. In GTI lo sanno bene: di fili se ne intendono. Li stendono ogni giorno per trasportare voci e immagini tra gli uffici delle aziende. Fanno lo stesso lavoro che fa la scrittura: collegano cavi di misure diverse perché il flusso di segnali elettrici scorra senza interruzioni.

Per questo in GTI hanno scelto di fare il corso di scrittura Virus virtuoso. Per imparare ad alimentare la loro scrittura con una corrente continua nel tempo, non alternata nello spazio social, ma poco media. Per uscire dal cortocircuito dei linguaggi e disegnare un proprio circuito, dove il principio guida non è la sua dimensione, ma la sua connessione con il lettore. Per imprimere alla scrittura dell’azienda il ritmo da corsa della lingua e non fare perdere al lettore il filo del discorso. A Modena, di velocità se ne intendono.

Anche la scrittura ha il suo meccanico. Si chiama editing ed è l’argomento della lezione 8 del corso di scrittura Virus virtuoso. Abbiamo indossato la tuta blu dell’editor e aperto il cofano dei testi di GTI. Abbiamo messo le mani dentro a newsletter, comunicati stampa, testi del sito internet e della brochure, lettere commerciali e mail. Due ore passate a sporcarsi le mani. A svitare aggettivi, smontare avverbi, rimuovere premesse, togliere incisi. Scollegare lunghi fili di frasi e ricollegarli in fili più brevi.

Così, quelle parole rimesse in fila diventano il filo tra tanti fili che connette un’azienda alle persone. Ogni volta che un filo diventa protagonista durante la lettura diventa il filo conduttore di tutta la tessitura. E ogni volta che un filo passa il testimone al filo più vicino nella fila, quel filo diventa il nuovo filo conduttore. Così, di filo in filo la conduzione della lettura diventa la vera funzione della scrittura.

Una connessione lenta tra le parole di un filo significa una connessione lenta tra i fili. E una connessione lenta con il lettore. Perché i linguaggi danno del filo da torcere al lettore: premesse, incisi, parentesi, misure standard ostacolano il flusso della corrente elettrica delle parole. Alla fine, le parole che un’azienda scrive con i linguaggi le si ritorcono contro. La scrittura che parla al lettore invece è legata a filo doppio con la lingua. L’ho raccontato per filo e per segno nelle lezioni 3 e 4 del corso Virus virtuoso.

Perché la scrittura è una questione di fili. E l’obiettivo del corso non è portare la banda larga nella scrittura delle aziende, ma mettere al bando i linguaggi che restringono la capacità di scrittura nelle aziende.

Andrea Ingrosso

Copywriter - Autore di scrittura per le aziende.

© 2018 Mamy

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