Concezionali >> Mark Rothko

7 gennaio 2015

Oltre la tela.

Nel suo lavoro a cavare, Mark Rothko ci porta là dove ha sempre voluto portarci. A riconoscerci. Dare, con cura e misura, un’organizzazione alla comunicazione di un’azienda vuol dire darle un'immagine coordinata. Significa renderla sempre riconoscibile.

“L’evoluzione del lavoro di un pittore ha come obiettivo la chiarezza: l’eliminazione di tutti gli ostacoli tra il pittore e l’idea e tra l’idea e l’osservatore. Se il pittore raggiunge questa chiarezza, sarà necessariamente compreso.”

Sono parole di Mark Rothko, artista statunitense di origine lettone. Diventò pittore quasi per caso. È il 1921, siamo a New York, e Mark trascorre le giornate senza un’idea precisa di che cosa voglia fare nella vita. In 2 anni passa dall’Università di Yale, dove vorrebbe diventare avvocato, ai corsi di disegno e pittura di Max Weber, dove ancora non sa che – forse – quella è l’occasione per diventare qualcuno.

Una sera, dopo una lezione, Max lo incoraggia a studiare Cézanne. È l’innesto di qualcosa in quel futuro qualcuno: la consegna della tela come strada da percorrere nella vita, seguendo i segnali che via via gli appariranno davanti. L’università, Mark, non la terminerà: inizierà invece per lui, ora che lo ha imboccato, un lungo cammino dove tutto può succedere.

Succede che un giorno incontra un amico che sta seguendo un corso di pittura. Devono eseguire alcuni schizzi di un modello nudo: così, di punto in bianco, Mark Rothko decide che quella è la vita che fa per lui. Studia la figura umana. Ma osserva che gli artisti della sua generazione la mutilano. Nessuno di loro dipinge una figura umana così come è. Mark rifiuta di fare altrettanto, e sente che deve trovare un’altra via per esprimersi. È un altro segnale che gli si pone davanti lungo la strada che ha preso. E dalla quale non uscirà più, se non alla fine. Ma per sua tragica decisione.

È il 1947: Mark Rothko inizia a disegnare forme astratte. “I miei dipinti sono facciate.” – dirà un giorno – “A volte apro una porta e una finestra, altre volte due porte e due finestre. Si trasmette più forza nel dire poco che nel dire molto.”

E così, da quelle porte e da quelle finestre ora aperte, gli americani iniziano a entrare nell’uomo Rothko. L’uomo, sì, non l’artista. Perché, per quanto il riconoscimento artistico internazionale che di lì a poco arriverà (il suo Orange, red, yellow, è oggi l’opera d’arte contemporanea più costosa al mondo) ne farà uno degli esponenti più importanti del movimento espressionista astratto, in fondo, l’uomo Rothko rimarrà sempre superiore all’artista.

Un uomo che raccoglie e accumula la sostanza viva delle emozioni, di tutti i generi, che poi ordina, nella forma artistica della tela, eliminando ogni ostacolo che si frappone tra sé e la sua idea, e tra quell’idea e il nostro essere lì davanti alla tela a osservarla. Così, in questo artistico lavoro a cavare, Rothko ci porta là dove ha sempre voluto portarci: oltre la tela. Per farci vedere quello di cui siamo fatti: preoccupazione, sensualità, tensione, ironia, astuzia, speranza. “In un’opera d’arte” – disse una volta – “devono esserci tutti, e quando dipingo un quadro li misuro con molta cura”.

Li misuro. Con molta cura. Sono parole di Mark Rothko, sì. Dello scorso secolo. Ma dovrebbero essere parole nostre. Di oggi. Nostre, di noi comunicatori e aziende dei tempi del web, dove la misura e la cura sembrano non avere accesso. Dove tutto è dismisura e assenza di cura.

Cura e misura. Due parole per dire che la costruzione della comunicazione di un’azienda deve avere come obiettivo la chiarezza: l’eliminazione di tutti gli ostacoli tra l’azienda e la sua comunicazione e tra quella comunicazione e le persone a cui è rivolta. Se la comunicazione dell’azienda raggiunge questa chiarezza, sarà necessariamente compresa.

E, come Mark Rothko ci porta a vedere oltre la tela per riconoscerci nelle cose di cui siamo fatti, così dare un’organizzazione alla comunicazione di un’azienda, attraverso la cura e la misura, vuol dire portare le persone che la ricevono oltre la sua immagine coordinata. Significa renderla – a tutti – riconoscibile.

Andrea Ingrosso

Copywriter - Autore di contenuti per le aziende.

© 2017 Mamy

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